Area Grecanica
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Scopri, visita e compra
Mercoledì 08 Ottobre 2008 11:47
Vetrina dei produttori di beni e servizi dell’area grecanica

Scarica la brochure dell’artigianato e quella dell’ospitalità diffusa
 
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Musica e danza
Mercoledì 08 Ottobre 2008 11:45

Altri elementi forti del mondo artistico-tradizionale dei greci di Calabria sono la musica e il canto tradizionale.  Con gli anni '50 e '60 fra calamità naturali, emigrazione e spopolamento dei paesi interni ellenofoni a mano a mano la musica tradizionale come forma sociale è andata progressivamente scomparendo.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 08 Ottobre 2008 17:02 )
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Le produzioni
Mercoledì 08 Ottobre 2008 11:44

La cucina tradizionale grecanica è spartana, "di montagna" ma non per questo priva di sapore e di gustose sorprese. Sino agli anni '60 prevalevano alcuni elementi base oggi non sempre reperibili. Per il pane, ad esempio, accanto alla farina di grano era in uso quella di segale, di ghianda o di castagna e varie altre farine "minori". Per le paste, il grano talvolta si mescolava all'orzo, alla segale, al granoturco e così via. Fra le carni, un elemento cardine era senz'altro la capra (e la pecora) nonché il maiale.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 08 Ottobre 2008 17:03 )
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Lingua e tradizioni
Mercoledì 08 Ottobre 2008 11:42

Il greco di Calabria che ancora oggi resiste sull’Aspromonte Meridionale è stato, potremmo dire nell’ultimo millennio, una lingua essenzialmente orale. Sicuramente un uso circoscritto al mondo subalterno contadino e pastorale ne ha limitato la versatilità ed il vocabolario.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 08 Ottobre 2008 17:03 )
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Territorio e ospitalità
Mercoledì 08 Ottobre 2008 11:41

La difficoltà storica degli spostamenti nell’area grecanica si “leggono” tutt’ora nel suo paesaggio. Un altipiano solenne ed aspro, ricco di fiumare e di calanchi, di colline dalla fioritura dolcissima e policroma e di coste franose come lame implacabili pronte a colpire. È un paesaggio che non può non scuotere il viaggiatore sia nei suoi aspetti bizzarri come Ta Vrastarucia, Le Caldaie del Latte o I Rrocca tu Ddracu, la Rocca del Drago o per i paesaggi infiniti che dai Campi di Bova, appena dopo il Passo della Zita fanno perfettamente vedere l’Etna e la Sicilia nelle giornate quando lo scirocco tace. Nonostante le poche strade dell’oggi, questo paesaggio per secoli è stato percorso esclusivamente a piedi o a dorso d’asino anche se gli ultimi cinquant’anni hanno portato trasformazioni radicali nella geografia antropica dell’Area Grecanica.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 08 Ottobre 2008 17:03 )
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