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I MAJÌA - I PENTACUNTI GRECANICI

I Majìa - I Pentacunti Grecanici è un lavoro realizzato da Stefania Gareri, responsabile artistico del Laboratorio di Arte Pubblica condotto a Pentedattilo nell'ambito del "Programma di Arte Pubblica nei Borghi e nei Centri Storici dell'Area Grecanica" promosso dal GAL Area Grecanica con la Misura 313 del PSL Neo Avlaci, in collaborazione con l’Associazione Aniti – Impresa Sociale, vincitrice del Bando di Gara.

Il Volume, che arricchisce ancor più la Collana Editoriale del Parco dei Greci di Calabria, nasce da una passione dell'autrice per le fiabe.

“I Majìa - racconta l’autrice - è un progetto dedicato alle Fiabe, Storie, Miti e Leggende, che vuole intervenire artisticamente anche sulla dimensione dello spopolamento nella Calabria Greca. Silenzio, montagne piene di luce, immobilità, tetti sfondati ed aperti sul cielo e finestre sul mare… «Gli abitanti di questi villaggi sono fuggiti dalla condizione di isolamento ed autarchia in cui avevano vissuto.
Una fuga lontano, all’estero o a pochi passi, lungo le coste, dove nascono i paesi doppi. I doppi non assolvono però alla promessa di una vita migliore. Si frantumano le identità culturali. Ancora spaesamento. Forse i veri paesi fantasma non sono gli antichi borghi, ma piuttosto i nuovi doppi. Quali meccanismi ridanno vita ai ruderi o al contrario, li condannano al perpetuo deperimento?»
È la domanda posta da un “viaggiatore della memoria”, l’antropologo Vito Teti, quando si chiede quale sia il senso di questi luoghi. Senza nostalgia, con la sensibilità artistica contemporanea, una delle risposte è la messa in scena del patrimonio fiabesco del popolo della Calabria Greca.
La ricerca si è focalizzata nel costruire un percorso di caratterizzazione culturale del Borgo di Pentedattilo, a cui I Majìa dedica il suo lavoro più profondo, in continuità con la storia del recupero già in atto di questo borgo: pensare a Pentedattilo come Borgo Incantato, luogo in cui si lavora attorno alla Fiaba e alla mitologia, alla leggenda, luogo poetico e visionario allo stesso tempo”.
 
Il progetto ha visto materializzarsi molte e diverse attività grazie al coinvolgimento di numerosi membri della comunità locale. Il teatro infatti è stato fatto con gli attori dell’Accademia Teatrale Carmen Flachi di Melito Porto Salvo. Il percorso di ricerca sui simboli e i riti dell’Area insieme a Tito Squillaci che ha condotto delle masterclass con i ragazzi di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, che guidati poi dalla professoressa Antonietta Scordo avrebbero lavorato intensamente per creare i costumi dei nostri personaggi. I soggetti che hanno interpretato le scene delle Fiabe e delle storie sui set fotografici sono i membri della comunità di Melito Porto Salvo e Pentedattilo, Palizzi, Bova, Bagaladi, Reggio Calabria, in posa in esterno nei paesaggi della Calabria Greca, in costume, con gli abiti confezionati a mano secondo stili e con colori e tessuti della tradizione grecanica, dai costumisti dell’Accademia e della Sartoria Teatrale di Melito Porto Salvo “Polvere di Fata”.
 
“E infine c’è la Rupe – conclude l’autrice - che ho ribattezzato Pentadattila, protagonista assoluta del mio immaginario e dei racconti che attorno ad essa stanno nascendo. Essa è la Narratrice, una Gigantessa buona dalla quale nascono i PentaCunti Grecanici - Fiabe dallo Spopolamento”.
 
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